Il più bel modo per viaggiare: in bici

viaggiare in bici

Il viaggio è la meta

La cosa più bella del viaggio in bici è che ogni pezzo del viaggio, inclusa l’organizzazione, è parte del divertimento.

Quando si viaggia in auto, in aereo, in nave, ci sono allegate esperienze da noiose a spiacevoli. Ore di attesa agli imbarchi. Ore di noia durante il percorso in cui si sta seduti senza niente da fare. Tediose connessioni in autostrade, raccordi, caselli.

Niente di tutto ciò quando si viaggia in bici. Il momento del viaggio verso la meta è la vacanza stessa, percorrere la distanza è vivere il viaggio.

Al momento di partire si esce di casa, si monta in bici e il viaggio è iniziato. Potenzialmente sotto casa, oppure si va in stazione a prendere il treno. In entrambi i casi, la leggerezza e l’agilità della logistica fitrano nell’esperienza così che non c’è bisogno di aspettare di essere in riva al mare per sentirsi in vacanza.

La seconda cosa più bella è che non c’è bisogno di andare in capo al mondo per sentirsi altrove. 

Il presente è il regalo

L’altrove non è tanto un posto quanto uno stato mentale. 

Dalla sella di una bici, in un battito di ciglia possiamo essere trasportati in un ambiente naturale e selvaggio, spesso nascosto dietro casa. Basta infilare un ramo di ciclabile che a malapena sapevamo esistesse, e il panorama urbano noto e arcinoto sparisce dietro una giungla inaspettata.

Non si sentono le macchine, non si vedono case. Il fiume scorre di fianco, i rami degli alberi si muovono al vento. È una visione con il potere magico di sollevare la mente da pensieri e preoccupazioni. Il movimento dolce e ritmato del pedalare unito all’immersione nell’ambiente naturale ci riconnette all’attimo presente, al qui e ora dove essere vivi e parte del tutto ritorna ad avere un significato tangibile.

La fatica è un’amica

La vita della maggior parte di noi è alienata dal pulsare naturale dell’esistenza, i bisogni primari sono ridotti a commissioni come le altre. La fatica che viviamo nelle nostre vite è più legata allo stress e alla mancanza di significato che al fatto che stiamo facendo e realizzando molte cose.

Faticare in sella alla bicicletta abbassa il volume delle storie inutili che girano nella nostra mente e alza il volume della vita vera. Sudare sotto il sole e poi trovare una macchia ombrosa dove riposare. Avere sete e arrivare a dissetarsi alla fontana. Impolverarsi il viso e le mani e sciaquarle sotto l’acqua fresca. Penare per raggiungere la fine della salita e godersi il panorama dall’alto. Bruciare energia vera, col movimento dei muscoli e il pompare dei polmoni, e ricaricarsi di gusto con il pranzo.

La strada è una livella

Le gioie e le fatiche della bici sono democratiche, sono aperte a tutti e ci portano per un po’ sullo stesso piano. Le differenze di vita, di lavoro, di status, vengono meno quando ci si trova sulla stessa strada. Gli altri ciclisti che incontriamo sono compagni d’avventura, li guardiamo negli occhi, sostiamo agli stessi incroci e agli stessi ristori.

Dove andare, come andare? Spesso è più facile di quel che sembra, lo guarderemo nelle prossime puntate.

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